Quelle: Futuro Europa
Mare Nostrum – Triton, operazioni a confronto
di Maurizio Donini
Il 3 ottobre 2013 una imbarcazione carica di migranti diretta a Lampedusa, naufragò vicino all’isola dei Conigli a causa di un incendio scoppiato a bordo. Delle 500 persone che erano a bordo ne morirono 366, questo disastro, passato alla storia come “tragedia di Lampedusa”, indusse l’allora governo Letta a dispiegare un’operazione militare volta a contenere l’aumento della migrazione verso le coste italiane, la decisione presa il 14 ottobre fu ufficialmente assunta il 18 ottobre 2013 con il nome di “Mare Nostrum”. Alla forte, ovvia, presenza della Marina Militare, si aggiunse personale dell’Aeronautica Militare, dei Carabinieri, della Guardia di Finanza, della Capitaneria di Porto, vennero inoltre attivati droni Predator B per il sorvolo diretto delle coste africane. Sulle navi era presente anche il personale degli uffici immigrazione per l’identificazione dei migranti direttamente a bordo e uno staff medico per i controlli e gli interventi sanitari. L’obiettivo era duplice, salvaguardare i migranti ed arrestare gli scafisti che lucrano sulla vita dei fuggitivi, il tutto doveva essere raggiunto tramite un notevole rafforzamento della presenza e dei controlli esistenti.