Internazionale | 07.09.2017
Il 25 luglio ci siamo alzati con il mare mosso, nel Mediterraneo centrale, a circa 15 miglia a nord della città libica di Sabrata, in acque internazionali. L’Open Arms, imbarcazione di salvataggio della ong spagnola Proactiva open arms, si muoveva in un modo che lasciava credere che non ci sarebbero stati soccorsi in tutta la giornata. Sembrava impossibile che le carrette del mare fossero in grado di lasciare le coste libiche con questo vento.
Quando Roger, uno dei soccorritori che partecipavano alla missione, è stato chiamato nella sua cabina e invitato a salire in coperta, mi sono affacciato al portello e, vedendo l’altezza delle onde, ho pensato che dovesse trattarsi di una simulazione per allenarsi al soccorso con il mare grosso. Erano le undici del mattino. Ho preso macchina fotografica, giubbotto di salvataggio e casco e sono salito in coperta.
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