Quelle: La Repubblica | 22.11.2016
L’iniziativa di Repubblica: esperimenti per aiutarci a comprendere, a ricordare, a sedimentare. Ci obbligano a pensare. E non solo a reagire a caldo. La sfida è semplice: raccontare utilizzando gli smartphone, demistificare con la stessa piattaforma sulla quale vola la disinformazione digitale
di Massimo Russo
Primo episodio – Il dramma
Secondo episodio – Il naufragio
Terzo episodio – Cibo per pesci
Quarto episodio – Rifiuti umani
La visione è in soggettiva, la barca affonda, la camera finisce sott’acqua. Le richieste disperate di aiuto, nel mare in burrasca, le conversazioni intercettate tra gli scafisti che si accordano su come negare la tragedia ai familiari, i corpi nel relitto e sulla spiaggia.
Nell’epoca della post-verità (copyright Christian Salmon), „Com’è profondo il mare“, la webserie in cinque puntate per gli smartphone che da lunedì sarà online in esclusiva su Repubblica.it, risponde a un bisogno: ristabilire un criterio di realtà, farlo attraverso il video – il linguaggio del nostro tempo – e con gli occhi di chi di solito non ha voce.
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